Diciamocelo, mi aspettavo molto di più.
Sì, le luci sono belle, artificiali e pulite, le inquadrature studiate, soprattutto i (pochi) campi lunghi geometrici, i colori freddi sono molto cool, ma il tutto è noioso. Passo la vita a cercare di fare lo snob, ma questi francesi sono diverse spanne sopra; geneticamente avvantaggiati. Qualsiasi cosa facciano si ammanta di una sacrale e plurisignificante aura francese.
Nuova frontiera dello snob il melodramma a impatto zero, con reazioni radicalmente contenute e musica indipendente a ideale tappeto sonoro, appena impolverato ad arte. Si fa finta di voler mettere in secondo piano una narrazione che è invece ipertrofica. E per quanto Maggie Chung abbia il suo fascino, riprendere per buona parte del tempo la sua testa risulta un modo un po’ semplice per riempire il quadro.
(2,5/5)
questa volta non condivido iosif, io l’ho trovato un film bellissimo…
sì, lo so. doveva accadere, prima o poi ;)
so che non è una posizione impopolare, ma i francesi difficilmente mi entusiasmano.
OT: dopo essermi addentrato con curiosità nelle tue pagine non posso che continuare a seguire con interesse le tue divagazioni cinematografiche.
Ho ricambiato il link, nell’unico modo che mi è congeniale e che spero tu possa apprezzare.
hola martin, grazie mille per il bel link.
A me non è affatto dispiaciuto, anche se naturalmente è meno interessante di “Irma Vep”, il precedente film di Assayas con Maggie.
Christian
P.S.: ti ho linkato anch’io, su tomobiki.blogspot.com.
ciao christian.
anche a me irma vep piacque. lo ricordo più coerente e spontaneo.
ricambio il linkaggio.
Però non puoi dire “i francesi difficilmente mi entusiasmano”…
io potrei dire parafrasandoti
“i francesi difficilmente non mi entusiasmano”.
e io ti direi che che entrambi i concetti sono legittimi, se ciascuno è assunto da una persona differente. no?