D’istinto un film messicano che evoca la Zona tarkovsijana genera una dissonanza con cui fare i conti. Nessun regista dal sangue caldo dovrebbe accostarsi ai capolavori di Andrej. Superata l’idiosincrasia e accettata la visione, quello di Plà è un film importante e ben fatto. Il riferimento a Stalker non so se sia realmente ricercato; anche qui la Zona è un posto dove si realizzano i sogni, dove i tuoi desideri più oscuri vengono smascherati e dove le leggi comuni non valgono. A parte queste possibili interpretazioni, quello a Stalker rimane, se c’è, un omaggio onomastico.
La Zona è un quartiere di Città del Messico, iperfortificato, dove i messicani ricchi si nascondono dai messicani poveri. La paura dell’altro e la creazione di una sicurezza armata sono rimasti, a livello globale, gli unici campi di propaganda e di intervento governativo, senza la possibilità nè tantomeno la volontà di intervenire su quelle disparità sociali alla radice di tali paure e conflitti.
Tre ragazzi entrano nella Zona per compiere una rapina, due vengono uccisi, uno viene braccato. Nella foga dei residenti più giovani, pronti ad armarsi per andare a caccia dell’infiltrato, si legge un riferimento a Stand by Me: se nel film di Reiner il rito di passaggio consisteva nella ricerca del corpo del coetaneo, e in un certo senso salvarlo, qui il coetaneo è da accoppare.
Oltre la comunità, al centro della condanna, disposta a lasciarsi manipolare ed a rinunciare alla propria umanità per mantenere i propri privilegi, non fanno figura migliore la polizia ed i rappresentanti del potere costituito. Film cupo, coerente e realistico pur mantenendo i ritmi di una narrazione classica.
(3,5/5)
ben venga, dunque certo cinema, sempre più raro.
ma infatti, benvenga!
benvengano certi paragoni: la zona e stand by me. fantastico.