“La storia è la cosa più importante” è il concetto espresso e ripetuto dai protagonisti di Frequently Asked Questions Abaut Time Travel. Questa convinzione porta a una costruzione di un intreccio stratificato e complesso, per quanto al servizio di un film dai toni ironici, albionicamente ironici, a tratti demenziali. Tre amici si trovano in un viluppo temporale che li porta a confrontarsi con una serie di problemi tipici del caso, spesso citati apertamente, vista l’impostazione metacinematografica del progetto. Si richiama o si assiste, dunque, al paradosso dell’essere il proprio nonno, a quello dell’incontro col sé futuro o passato, all’approccio a mondi paralleli o diversamente temporalizzati. I salti sono tanti e spesso congegnati per avere un impatto comico, aspetto che si alterna o amalgama con il lato più serioso (per quanto mai drammatico) che ha il compito di creare una trama quanto più possibile ricorsiva, ambiziosamente confusa e presumibilmente coerente. Il tutto ambientato in buona parte negli interni di un pub, puntellati da panorami futuristici in funzionale cgi.
(3/5)
A me è piaciuto moltissimo: soprattutto per l'ironia demenziale ma non troppo, l'ambientazione e gli attori.
infatti, anche a me è piaciuto, e ti ringrazio per la segnalazione che mi ha spinto a vederlo.
meraviglia di film! Ancora una volta dalla Gran Bretagna arriva della fantascienza originale, grazie per la recensione che me lo ha fatto scoprire.