Rango è parodia, classicità, spaghetti western, citazioni e animali antropomorfi. La lucertola protagonista parte con una camicia hawaiana e chiude col poncho di Eastwood, attraversando una storia dall’animazione realistica nella resa delle scene e dei dettagli e fantasiosa nella trasfigurazione dei personaggi. I riferimenti sono adulti, quando sulla strada si rischia d’essere investiti anche da Hunter Thompson e il suo avvocato, e la storia, di per sé molto semplice, si lascia spesso andare a digressioni allucinate, i momenti migliori e più originali. Verbinski, solo relativamente nuovo all'animazione considerando le numerose parti in computer grafica dei vari Pirati dei Caraibi (che in alcune occasioni condividono il deserto e la consistenza del mondo di Rango), raggiunge un risultato affascinate anche se coinvolgente a metà, con un film bello da vedere e ricco di spunti interessanti, ma che si muove sempre su un intreccio canonico e prevedibile.
(3/5)